Iper-inferno [9]: “Beleth e Forneus”

David Lynch e Isabella Rossellini fotografati, per sempre, da Helmut Newton.

Il resto, volendo, è qui.

«Para ciò che parar si deve. A cena verrà ospite degno.»

«Numi olimpici e ctonii siate indulgenti con colei che tosto del marito farà scempio! Siatelo poiché ella, non allertata in tempo, non potè dedicare le necessarie cure alla propria chioma, ora intrico di filamenti di tarantola, trascurò di rinfrescare il velo di tinta dell’unghie, discrepante quale mosaico etrusco, non ebbe modo di allestire degna accoglienza all’ospite ripulendo ed ordinando la magione che a tal cagione par caotica regione. Si debba preavvisare di un congruo lasso quando all’ospite si veicola l’invito dall’invitante!»

«Che farfugli se splendida risplendi e d’allestire la magione non v’è plausibile cagione? Piuttosto, moglie, m’accusi sovente di non incoraggiar l’afflato conviviale e quando vi adempio non esulti.»

«Gradito m’è ‘l convivio quanto più se cenacolare, soltanto del preavviso bastante mi necessita. Così, con dovuta e opportuna cura puntigliosa, sarà accolto l’ospite deputato a ricevere quanto di gradevole si sa sciorinare.»

«L’accordo si trova se si ammorbidiscono gli zoccolo nel brodo. Forse fui frettoloso, ma lo collega meco amministrante l’uffizio si trasferì pocanzi presso l’urbe in cui si incastona la magione. Egli non frequenta punto alcuno e solo sta. Seguitolo nella sottoterranea ferroviaria senza notarmi ne vedermi celato sbuco casuale, sorrido e lazzo simpaticone impartisco. Lui la beve tutta e gradisce. Conduco il conversare ante sua fermata sul bello del tempo che non si lavora, che s’esce all’occaso, che coll’amico si sta, se ce l’ha, a bere e nutrirsi. Invitartelo a cena s’è detto che viene spontaneo almeno sembra.»

«Avvenente lo si direbbe scorgendolo dirimpetto?»

«Ehi spudorata convolata giuste nozze mia, m’attorcigli budella ingelosite se parli di lui come fai! Comunque, giustapponendolo di fronte o sbieco potrebbe parer non dico carino ma caruccio, parer potrebbe. La tipologia etichettata “aziendale”, se mi si consente l’aggettivare: ogni particolare sta a posto e fermo, niente se traballa lo fa a caso, tutto emana affidabilità coriacea e compatta competenza.»

«Sembra il barbaro ideale per la sapida Villeroy o per l’aromatica Normanna»

«Ci meritiamo di celebrare, che sia fastoso e opulento, magari col piatto che da tempo non si addenta e sugge… che ne diremmo dell’esicasmica Entrecôte Mirabeau?»

«Mi sbalestra la salivazione al punto da intridere canovacci e strofinacci disponibili senza speranza di essiccazione prima di un lustro! Si registri disponibilità di dragoncello che di filetti di acciuga. Sarà ineludibile la profferta a parte di coacervo irto di patate soufflées… Vini all’altezza non se ne procura in tempo ma a cavarcela con un Cesanese del Piglio o un Canneto amaro si fa presto e ci si scusa magari. All’ospite di lamentarsi si concederà in caso…»

«Mi convinci senza pietà tesoro. Rammentandomi tempi di cottura avrai completato il servizio, non ne disponessi a memoria converremo di tenere a portata di grugno l’Hypertartaros aperto alla pagina pertinente, che di ricettari meglio di lui non se ne trova nell’aldilà e ovunque.»

«Per il boss della concorrenza e tutti i cherubini di cui si trastulla, sbrighiamoci  se vogliamo che l’apparato sia intero e lucido. Arrotola e predisponi teli di plastica belli grossi e spessi e fa in modo che siano a portata di mano senza dare nell’occhio, che ho appena fatto nettare i tappeti, stuoie e arazzi e di voglia di ricominciare da capo nessuna e poca. Facciamo più attenzione almeno stavolta!»

«Perdonami per benino indulgente quando vuoi moglietta, se la volta scorsa nicchiai poco agli arredi fu la voglia del pasto che si dibatte a eccitarmi lo sai. Sarò cauto e delicato, ti prometto e giurin giurello. Mi metto all’opera con ingredienti e dispiego profilassi in nylon degli schizzi sanguinari».

Il campanello emise un suo suono armonioso composto da due brevi note ciclicamente iterate senza tediare.

« La seconda testa retrattile falla sparire tesoro che si vede. E… caro?»

«Dimmi cobolducolina.»

«T’amo che di più di così nessuno.»

Continua…

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