Club Entropia: il caos non ha un’etica ma solo un’estetica.

La paternità del progetto Residents (sopra il gruppo nel consueto look minimalista) è stata sovente attribuita a Frank Zappa, a Todd Rundgren oppure a Paul McCartney, con la partecipazione continua di musicisti del giro Bill Laswell/Buckethead. Tutti gli interessati hanno peraltro fermamente smentito.

La realizzazione del progetto Club Entropia richiede una dimora nobiliare con tredici finestre (numeriamole da sinistra a destra da uno a tredici) affacciate su piazza sgombra antistante ove collocare gli spettatori in caso si palesino, tredici mimi/danzatori affacciati dalle finestre in questione (numeriamo anch’essi da sinistra a destra da uno a tredici) che chiameremo E1, E2, E3, ecc., tredici maschere a forma di bulbo oculare momentaneamente affrancato dall’orbita indossate dai mimi/danzatori menzionati (già numerati prima che indossassero la maschera). Poco altro. Due voci maschili e due voci femminili che diano voce a tutti i mimi/danzatori cui la maschera preclude l’avere voce, un trio di eclettici musicisti, un grafico/animatore (munito di proiettore in grado di proiettare su tutta la facciata del palazzo nobiliare quello che gli pare), un tecnico audio/luci. Un labirinto. Una città irredimibile.

#1: Si danzi se giovani o in grado di farlo comunque

[la musica invoglia a partecipare al ricevimento e tutti, da E1 a E13, tranne E7, che non si vede per ora anzi, apparirà solo alla fine, danzano talora composti talaltra meno al ritmo della musica che si ode e di ritmo ne ha eccome, fanno anche altro e si vede, altrettanto eccome]

Voce narrante: Presso la dimora del Granduca di Entropia è in corso un ricevimento opulento e chiassoso, ove le arti liberali assolvono a una funzione decorativa, ove anelito alla mondanità, ostentazione del potere serbato o impiegato purché eccedendo, consapevolezza di appartenere a circoli elitari, gesti ed emblemi quali ridondanti e tautologiche affermazioni di identità, riempiono per intero lo spazio architettonico disponibile. Possiate udire quanto del conversare è lecito e interessante.

Granduchessa di Entropia/E6 (con enfasi): Benvenuti se venuti, bentrovati se trovati, benesclusi se esclusi dal club più esclusivo che ovunque ci sia. Del Granduca attendiamo l’arrivo con novità belle e tante. Ma i piedi, le bocche e le mani non staranno di certo ferme lì ad aspettare mio marito. Le danze richiedono piedi, le parole richiedono bocche, accordi, trame e sotterfugi richiedono piuttosto le mani per stringersi forte che stasera siamo soci, fratelli e complici. E lo saremo per sempre. Festeggiate questo e tanto altro, che ce n’è.

Contessina Pfizer/E2: Questa musica non può non ricordarmi il ballo delle debuttanti cui partecipai tempo addietro. Ah l’abito che abito quell’abito. Ah i fiori che fiori quei fiori. Ah le scarpe orribili di Mildred Antofagasta che orribili quelle orribili scarpe dell’orribile anche indipendentemente dalle scarpe Mildred Antofagasta. Ah, il mio accompagnatore…

Madame Monsanto/E3:  Il Dottor Procter ti fissa da quaranta minuti immobile e inebetito. Fa eccezione, rispetto all’immobilità complessiva, la punta del suo piede sinistro  che tiene il ritmo da altrettanto tempo. Le vibrazioni prodotte dall’oscillazione del piede salgono lungo la gamba, superano bacino, rene e svariate costole, svoltano all’altezza della spalla e ridiscendono lungo il braccio raggiungendo la mano che tiene il bicchiere con il punch, che a questo punto risulterà shakerato a livello subatomico.

[Il Dottor Procter/E9 batte il tempo col piede sinistro e alza il bicchiere verso la Contessina Pfizer/E2 in segno di omaggio, quasi intendesse brindare alla sua salute.]

Contessina Pfizer/E2: …era bellissimo, figlio di ufficiale, nipote di ufficiale, destinato lui stesso a diventare ufficiale. Custodiva alcuni milioni di potenziali ufficiali nei testicoli pronti a schizzare fuori per ufficializzare qualunque ovulo fosse loro capitato a tiro. Nel frattempo dava un esame all’accademia ogni cinque anni preparandolo in un anno e dedicando gli altri quattro a spassarsela da califfo mantenuto da papi.

Madame Monsanto/E3: Procter non ti toglie l’occhio di dosso. Se prova ad avvicinarsi lo stendo con il calcio catastrofico del ghepardo sadico. Se osa invitarti a ballare lo sego con la gomitata apocalittica della mantide spietata. Se accenna a offrirti da bere lo disintegro col pugno stragistico del cobra malintenzionato. Dio benedica ogni singolo corso di arti marziali che ho frequentato.

Contessina Pfizer/E2: Sembrano passate ere geologiche invece era solo due anni fa. Finito il ballo lo seguii presso una delle sue ville, nella fattispecie sul lago, determinata a concedermi solo parzialmente in modo da fargli presagire quali esperienze estatiche avrebbe sperimentato una volta fidanzati con tutti i crismi. Tentava di venire a capo del complicato intreccio di nastri, lacci, sottogonne e crenoline del mio vestito da sera quando sull’Intercom militare gli comunicarono dell’arrivo del primo messaggio degli alieni e l’allarme conseguente in tutto il Granducato. Il verme scattò verso la più vicina guarnigione della Difesa senza tirare su gli slip. Eleganza e fluidità dei movimenti non poterono non risentirne.

Madame Monsanto/E3: Arriva l’invertebrato brandendo il punch come fosse la coppa assegnata al più determinato molestatore di contessine del Granducato.

[Il Dottor Procter/E9 abbandona la finestra E9 e raggiunge la finestra E4. E4 abbandona la finestra E4 e raggiunge la finestra E5. Da E6 in poi tutti scalano di una finestra lasciando sempre vuota E7.]

Dottor Procter/E4 (ex E9, rivolto a E2 e E3): I ricevimenti del Granduca sanno abbinare un’accoglienza di raffinatezza inusitata alla presenza di ospiti la cui avvenenza non teme eguali in tutto il Granducato. Nessuno più di voi, Contessina Pfizer, e di voi naturalmente, Madame Monsanto, saprebbe conferire fondatezza a quanto ho appena affermato.

Madame Monsanto/E3: Sempre galante lei, dottor Procter. Perdoni l’impudenza ma mia cugina ed io ci stavamo giusto chiedendo se esiste a questo mondo, o almeno in questo ricevimento, un gentiluomo così ineludibilmente tale da portarci un piattino di quelle squisitezze aliene dal nome impronunciabile che scorgiamo campeggiare laggiù sul buffet.

Dottor Procter/E4: Provvedo immantinente mie signore. Spero che in seguito la contessina vostra cugina e amica devota che non trascurate giammai di scortare e tutelare vorrà onorarmi della sua compagnia durante un giro di polka. Privarsi della sua compagnia risulterà senza dubbio insopportabile ma distribuirne con equità rappresenterebbe prova inequivocabile della genorosità di Madame.

Madame Monsanto/E3: Sia certo che appena la caviglia di mia cugina, lesa nel corso di una recente lezione di equitazione, cesserà di dolere, ella sarà euforica alla prospettiva di godere della vostra spiccata attitudine alla danza. Le mie articolazioni, tuttavia, godono di piena efficienza. Vorrete constatarlo di persona non appena questo jive cederà il posto a un opportunamente rovente paso doble?

Dottor procter/E4: Provvedo a rifornirvi di quegli esotici appetizers. Signore.

Madame Monsanto/E3 (sottovoce): Spero che gli alieni ti usino il pube come terreno di coltura batterica sperimentale.

Contessina Pfizer/E2: Come fanno gli alieni a risultare perennemente inopportuni?

[Il Dottor Procter/E4 torna al posto E9 e gli spostamenti precedenti si ripetono in ordine inverso.]

#2: Ci si strafoghi che cibi e bevande non paiono mancare

Voce narrante: Gli ospiti del Granduca sanno apprezzare il lusso quando esprime buon gusto, stile, ricercatezza, armonia e misura. Alcuni di loro si può dire abbiano acquisito sensibilità a tali valori suggendo il latte materno, in quanto nati presso casate che per tradizione e lignaggio di questi hanno fatto vessillo. Altri, invece, hanno coltivato sensibilità ai medesimi valori in quanto strumenti di ascesa sociale e riconoscimento tra pari. Qualunque costo, compromesso e mezzo, ciò abbia richiesto. Presso un fornito buffet le due categorie si possono distinguere con una certa facilità.

Dottor Procter/E9 (rivolto a quanti gli stanno attorno): Come si chiamerebbero quegli stuzzichini alieni?

Giudice Glaxo/E11: Non può che essere il nome di un animale.

Notaio Henkel/E12: Sono ottimi in Tempura.

Cancelliere Novartis/E8: Sono determinato a dubitare ne proporrebbero all’aperitivo.

Giudice Glaxo/E11: E’ di certo il nome di una parte del corpo.

Banchiere Sachs/E10: Mi occorre un antiacido.

Dottor Procter/E9 (rivolto a E8): Ne ricorda il nome Cancelliere Novartis?

Notaio Henkel/E12: Sono sublimi Tandoori.

Cancelliere Novartis/E8: Lo ignoro e intendo assecondare il consolidarsi di tale condizione.

Banchiere Sachs/E10: Mi occorre un antiemetico.

Giudice Glaxo/E11: Sono certo trattarsi di un sinonimo di “abnegazione”.

Notaio Henkel/E12: Sono impareggiabili sauté.

Giudice Glaxo/E11: Cuciniamoli come ci pare. Il nome richiama un paradosso spazio-temporale meta di vacanze alternative.

Banchiere Sachs/E10: Temo siano velenosi.

Giudice Glaxo/E11: Una subdola arma aliena per annientarci?

Cancelliere Novartis/E8: Sciocchezze.

Dottor Procter/E9: Mica ce li danno spontaneamente gli alieni. Ce li prendiamo noi.

Giudice Glaxo/E11: Alieni subdoli e geniali.

Banchiere Sachs/E10: Se li vomito subito forse mi salvo.

Cancelliere Novartis/E8: Eviti di dire sciocchezze e vada in bagno.

Dottor Procter/E9 (guardando E10): Il banchiere Sachs è pallidissimo.

Notaio Henkel/E12: Sono definitivi in crosta.

Giudice Glaxo/E11: Civiltà da non sottovalutare dovessimo sopravvivere.

Cancelliere Novartis/E8: Ne ha ingurgitate svariate libbre. Per questo sta male.

Dottor Procter/E9: Forse dopo capiterà anche a noi.

Banchiere Sachs/E10: Non mi reggo in piedi.

Cancelliere Novartis/E8: Giudice Glaxo, Notaio Henkel, sorreggetelo e sbrigatevi a portarlo in bagno.

Giudice Glaxo/E11: Ci hanno sconfitto con gli aperitivi. Geniale davvero. La mia ammirazione.

Cancelliere Novartis/E8: Stia zitto o le sparo nell’occhio.

Notaio Henkel/E12: Sperimentiamoli in una quiche!

[E10, E11 e E12 scompaiono.]

#3: Si architettino e assaporino romantici convegni

Voce narrante: Entropia è luogo di pace. I suoi abitanti vivono in pace. I suoi governanti prospettano, propugnano e proteggono la pace. Specchio di ciò non può non essere il linguaggio. Nel linguaggio parlato e scritto dagli abitanti di Entropia le parole connesse all’idea di conflitto sono pressoché assenti. Per questo quando gli abitanti di Entropia sono portati a compiere un atto violento – il che accade assai di rado – tale atto viene descritto mediante vocaboli semanticamente correlati all’idea di cortesia e gaia compostezza.

[Lord Sanofi/E1 guarda verso Lady Totalfina/E13. Lady Totalfina/E13 guarda verso Lord Sanofi/E1. Tutti gli altri sono voltati di schiena come se attendessero notizie relative al destino del Banchiere Sachs. A un tratto la voce del Giudice Glaxo risuona]

Giudice Glaxo (urla fuori campo): Gli alieni ci hanno attaccato e il Banchiere Sachs è la loro prima vittima!

[Tutti corrono (verso il bagno) via scomparendo. Rimangono solo Lord Sanofi/E1 e Lady Totalfina/E13, che iniziano a cantare una canzone. A ogni strofa fanno un passo l’uno verso l’altro apparendo nello specchio di finestre via via più vicine sino a incontrarsi in E7]]

Lord Sanofi/E1 e Lady Totalfina/E13:

Devoto del disordine/avverso all’armonia/c’è un luogo che ti attende/chiamiamolo Entropia/accesso riservato/precluso a chicchessia.

Un’oasi senza regole/nel cosmo razionale/ove sarà il capriccio/di pochi a governare.

LS/E2 e LT/E12: Vi abiteranno nobili/e uomini di rango/che danzano sul caos/improvvisando un tango/che sputano sul cosmo/privilegiando un mambo.

Dosando privilegio/talvolta crudeltà/soltanto quando occorre/piuttosto se gli va.

LS/E3 e LT/E11 (ritornello): Prendimi per mano e portami con te/apparterremo al club dell’inumano amore/del caos sarò regina/e tu/dell’entropia signore.

LS/E4 e LT/E10: In questo paradiso/siam lieti di abitare/partecipiam con gioia/ai giochi del potere/potrai avere tutto/ciascuno possedere.

Verranno sottomessi/soltanto gli inferiori/in caso se ne accorgano/verranno fatti fuori.

LS/E5 e LT/9: Avremo la ricchezza/avremo l’eleganza/ma non ostenteremo/non è buona creanza/l’estetica del caos/ha la sua rilevanza

Rinunzieremo all’etica/retaggio del passato/carnefici saremo/di stile raffinato.

LS/E6 e LT/8: Se alla nostra porta/dovessero bussare/dei popoli stranieri/li lasceremo entrare/potranno accomodarsi/sdraiarsi sull’altare.

Tributeremo loro/ogni più alto onore/verranno apprezzati/se avranno un buon sapore.

LS/E7 e LT/E7 (ritorna, come previsto, il ritornello): Prendimi per mano e portami con te/apparterremo a un club ove regna l’amore/del caos sarò Regina/e tu/dell’entropia Signore [2 volte con enfasi crescente].

#4: Si elevi lo spirito di ciascuno grazie alle arti liberali

Voce narrante: Ovunque persone colte s’apparecchino a convivio, qui le muse disporranno di apparire personalmente o in qualche epifania appropriata, senza dare nell’occhio, al massimo con uno scampanellio o tintinnio che dir si voglia o fruscio di tuniche attiche sempre assai misurato. Allora le persone colte disputeranno in cultura e talento forgiato nella disciplina. Al risultato verrà tributato plauso e l’attenzione che non può non meritare.

[il chiassoso ritorno degli ospiti fa tornare Lord Sanofi e Lady Totalfina alle finestre iniziali, a qul punto prende la padrona di casa prende la parola]

Granduchessa di Entropia/E6: Orsù ospiti belli siate lieti che del Banchiere indigesto si è fatta lavanda gastrica risolutiva e il numero degli stuzzichini sul pavimento del bagno è oggetto di enumerazione cui collaborano frotte di scenziati muniti di potenti e opportunamente miniaturizzati calcolatori da celare sotto la palandrana ed estrarre quando il pallottoliere venisse meno dallo sforzo. Alcun veneficio alieno turberà la mia festa che è bella e festosa non potrebbe esserlo di più. Per questo vi ho sollazzato col ballo a chi ce l’ha fatta se giovane o nonostante l’osteoporosi se sopravvissuto. Per questo vi ho ritemprato con il buffet opulento che se non si esagera tipo Banchiere Sachs ci si ingolfa per bene e a lungo e rutta. Per questo vi rianimo dopo il tanto vomitare nei bagni con la cultura e l’arte che ci aspettiamo dal ricevimento più fico della galassia tutta quanta proprio. C’è tre musici agghindati e stipendiati bene forse troppo dalla sottoscritta che smaniano di smanettare sull’istrumento sonoro loro per allietare la serata vostra e precipitarsi dopo nella topaia loro a fare fame e sete che ‘l talento non si fa fortuna ma sfortuna probabilmente sì. Ecco i musicanti predisposti e li sentiamo tacendo se no si vanifica e brutte figure basta.

[si ode una struggente musica suonata come si deve piuttosto bene; tutti ascoltano o fanno finta; il Maresciallo Roche/E4 e l’Architetto Bayer/E5 fanno finta infatti si bisbigliano qualcosa irritando la Granduchessa: chissà di che parlano…]

Maresciallo Roche/E4 (sottovoce, anche dopo): I missili sono puntati. Gli squartiamo la carlinga.

Architetto Bayer/E5 (sottovoce, anche dopo): Irrazionale sparare alle proprie bestie da soma.

Granduchessa di Entropia/E6: Sssssst!

Maresciallo Roche/E4: Infettano, contaminano, contagiano.

Architetto Bayer/E5: Una volta circoscritto il fenomeno si può guidare come si vuole. Prima lavorano gratis, poi si lamentano, gli spari (ma dopo) e li macelli che le altre bestie come loro hanno fame e devono mangiare per continuare a lavorare. Se vanno in giro gli metti un GPS nella narice sinistra. Lì c’è spazio. Tanto respirano con la destra. Solo con quella. Meglio, così corrono meno, vanno lenti e li prendi.

Granduchessa di Entropia/E6: Sssssssssssssst!

Maresciallo Roche/E4: Gli attivisti cavalcano la faccenda e diventa dura mettere in piedi il meccanismo. Spariamogli quando sfiorano la seconda luna.

Architetto Bayer/E5: Se dici che sono cattivi, tutti saranno troppo occupati a pisciarsi sotto per stare a sentire gli attivisti.

Granduchessa di Entropia/E6: Ssssssssssssssssssssssst!

Maresciallo Roche/E4: Ricapitolando: sparo a qualcuno visto che è cattivo. L’attivista fa ricorso io sparo all’attivista. Qualche attivista lo metto dentro e mi ci diverto un po’ so io come. Saranno tempi felici. Quando gli alieni arriveranno ci faremo travare pronti pronti.

Architetto Bayer/E5: Lo saranno di certo. Ma gli alieni non arriverano affatto Maresciallo Roche.

Maresciallo Roche/E4: Cosa intendete dire Architetto Bayer?

Architetto Bayer/E5: Gli alieni sono sempre stati qui.

Maresciallo Roche/E4: Cosa dite mai? E dove sarebbero in questo momento?

Architetto Bayer/E5: Di fronte a noi. Vedono e sentono ogni cosa.

Maresciallo Roche/E4: Vedono e sentono ogni cosa senza fare nulla?

Architetto Bayer/E5: Curioso, vero?

Granduchessa di Entropia/E6: La maleducazione di certuni mi indispone. Infatti risulto indisposta.

#5: Si fronteggi infine l’imminente invasione aliena

Voce narrante: Alla responsabilità fa riscontro la capacità. Alla capacità fa riscontro la determinazione. Alla determinazione fa riscontro l’attitudine alla persuasione. Alla persuasione fa riscontro la chiarezza d’intenti. Alla chiarezza d’intenti non può non fare riscontro la virtù pervicace e inossidabile di una guida. Dotata o scevra di investitura democratica non ce ne cala. Disponiamoci a udire e a capire quanto occorre. Ad assentire infine. Come sempre.

Granduca di Entropia/E7 (si mostra finalmente dalla finestra centrale suscitando entusiasmo tra i convenuti; prima di iniziare a parlare placa l’euforia generale e chiede silenzio mediante un gesto solenne): Rispetto alla questione sul tavolo, non ritengo si debba aggiungere altro. Avrebbero giovato maggiore tempestività e incisività, ma le risorse a disposizione sono quelle che sono e chiunque affermi il contrario è di certo in malafede o non ha considerato attentamente la complessità della questione. Una riflessione ulteriore potrebbe forse contribuire a rendere più nitida la nostra visione delle cose ma ritengo difficile, se non impossibile, che quanto sin qui acquisito possa essere influenzato in modo determinante da una pur legittima concessione alla nostra indole prudente che porterebbe solo a procrastinare inutilmente l’attuazione di provvedimenti già deliberati. Ovviamente abbiamo approntato quanto necessario sulla base di una ragionevole e seria ipotesi di gestione dell’urgenza sempre che di urgenza si tratti e tale definizione non sia piuttosto frutto della solita fantasiosa e allarmistica mistificazione architettata dai soliti attivisti. Ciò che mi preme consideriate è l’impegno costante di quanti preposti alla gestione della situazione, la loro preparazione, la loro esperienza. Si tratta di atteggiamento rispetto al quale siate certi non verranno fatti passi indietro finché l’emergenza che non è affatto tale per cui sarebbe meglio in tale ottica parlare di urgenza ma a pensarci bene trovo sia opportuno dire semplicemente che va tutto bene e potete continuare a divertirvi che se lo state facendo già non c’è neanche bisogno di dirlo.

Dottor Procter/E9: Qualcuno porterà prima o poi altri stuzzichini?

Dal 1860 al 1950 si è riunita ad Alessandria, prevalentemente presso Palazzo Cuttica di Cassine, la “Società del Casino”, un sodalizio di nobili, abbienti, professionisti e notabili che, col pretesto della cultura, “fece affari” e “si fece gli affari” di quanti al circolo in questione non ebbero modo di appartenere. Nulla è cambiato da allora, salvo che alla cultura non si riconosce più neppure la dignità di pretesto.

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