Hardcore Rei Publicae Gang Bang

Innanzitutto la Repubblica sente gemere e gridare di piacere un numero apparentemente rilevante di persone ma guardandosi intorno non vede nessuno impegnato in un amplesso né scorge qualcuno raggiungere l’apice del piacere. Questo è strano. Poi la Repubblica trova qua e là un certo numero di bandiere incrostate di sperma ma non capisce chi abbia potuto tergersi il glande appena reduce da una cospicua polluzione in una bandiera e per quale motivo lo abbia fatto. Anche questo è strano. Come se non bastasse la Repubblica trova buttato in un angolo un opuscolo dal titolo Costituzione della Repubblica Italiana e tentando di aprirlo si accorge che molte delle sue pagine sono incollate tra loro da una sostanza scura notevolmente simile a cacca e non capisce chi possa avere lordato quelle pagine allo scopo di nettarsi le terga dopo aver defecato. La stranezza tende ormai a sconfinare nel mistero. Infine la Repubblica trova un omino nudo che saltella in giro per il palazzo più alto e bello tra quelli in cui abitano gli uomini più importanti della Repubblica, quelli per capirci che hanno tante responsabilità e tutto il giorno si occupano dei problemi della Repubblica cercando di risolverli. Gli chiede: “Ciao omino nudo, come mai sei nudo?”. E quello: “Perché così è più facile fare l’amore quando capita l’occasione e ti assicuro che capita spesso per cui bisogna essere sempre pronti”. La Repubblica è sbigottita: “Non capisco, cosa ci fai tu nudo e – se i miei occhi non mi tradiscono – perfettamente pronto a fare l’amore, nel palazzo più alto e bello della Repubblica dove gli uomini più importanti e potenti impegnano tutto il proprio tempo e le proprie forze per risolvere i problemi della Repubblica?”. E l’omino stizzito: “Ma io sono l’uomo più importante e potente di tutti, per questo abito nel palazzo più alto e bello di tutti. Quanto ai problemi della Repubblica non sono problemi miei! L’unico problema che mi preme risolvere è rimanere qui il più a lungo possibile a banchettare e fare l’amore con tantissime ragazze tutte le sere”. La Repubblica incalza: “Ma gli altri uomini saggi e importanti, quelli che pensano tutto il tempo al bene comune, quelli che in ogni discorso che fanno infilano sempre parole come “serietà” e “responsabilità” come possono permetterti di fare tutto quello che ti pare qui dentro?”. Spalancando una doppia porta intarsiata da cui si accede a un salone enorme ed elegante, l’omino domanda a sua volta: “Intendi questi qui?”. Guardando dentro il salone la Repubblica vede decine e decine di uomini attempati e sovrappeso che dalle grisaglie malamente scostate e frettolosamente calate per fare emergere i propri membri eretti, corrono dietro a fanciulle seminude o nude del tutto, spesso sono intenti a penetrarle davanti e dietro pigiandole sulle sedute di divani rococò, talvolta si prodigano sbavando in palpeggi e leccate sino a farsi appannare del tutto gli occhiali oppure tengono le fanciulle per i capelli cercando di abbassare loro la testa in modo da giustapporla al proprio pube in attesa. La Repubblica è senza parole. L’omino nudo la guarda e le mette una mano sulla spalla per consolarla. Quasi singhiozzando la Repubblica riesce a dire: “Se i cittadini sapessero cosa accade qui dentro scenderebbero nelle piazze, vi solleverebbero immediatamente dal potere, organizzerebbero sommosse. Le donne si sentirebbero ferite nella propria dignità e lotterebbero strenuamente per denunciare lo scempio che qui si consuma e il mercimonio perpetrato ai loro danni. I padri e le madri offesi, temendo per il futuro dei propri figli che una schiera di farabutti come la vostra non è certo in grado di tutelare, vi farebbero buttare in prigione o vi caccerebbero fuori dal Paese. Non ci sarebbe giornalista, per quanto prezzolato, disposto ad infangare la propria professione difendendovi. Ai magistrati che intervenissero per sanzionare questo scempio sarebbero tributati plauso, sostegno e gratitudine da chiunque. Sicuramente la Chiesa, incapace di scendere a compromessi riguardo i principi morali che propugna, denuncerebbe con veemenza inusitata questa aberrazione. Se il Presidente della Repubblica intuisse un tale degrado vi indicherebbe a gran voce come la più ripugnante vergogna che la storia repubblicana annoveri, scioglierebbe le camere immediatamente e indirebbe nuove elezioni dopo aver preteso norme stringenti in grado di sancire una nuova legittimità per chi verrà a governare in futuro. Avete insozzato coi vostri umori la bandiera. Vi siete puliti il didietro con la Costituzione. Come minimo non vi voterebbe mai più nessuno! Ma sarebbe comunque troppo poco…”. L’omino nudo con tono consolatorio: “È proprio così. Speriamo non ci scopra nessuno o sarebbero guai grossi. Nel frattempo posso offrirle un prosecchino?”.

La Repubblica non connette, barcolla, farfuglia, incespica, blatera qualcosa. L’omino nudo la fa sedere su di una sedia rococò imbottita e lei vi si accascia faticando a rimanervi sopra diritta. Non si accorge che l’omino nudo ha fatto dei segni a qualcuno e qualcuno ha fatto dei segni a qualcun’altro. Dopo pochi secondi tutti gli uomini parzialmente abbigliati in grisaglie le si fanno intorno e paonazzi ansimano come locomotive a vapore. In piedi davanti alla Repubblica si lisciano e si sostengono il membro come dovessero prendere la mira. Un segnale partito da chissà chi – ma un sospetto ci viene – fa partire l’assalto. Per quanto sia una signora di sessantatre anni ancora piuttosto in forma la Repubblica nella sua vita ne ha viste e subite di tutti di colori. Questa è peggio. Senza neanche un accenno di preliminare tutti i membri eretti di 21 portaborse, 14 sottosegretari, 8 ministri, 2 presidenti di authority e un presidente del consiglio dei ministri (46 membri eretti in tutto) scalpitano per profanare ogni suo orifizio e come risulta da un sommario conteggio degli orifizi disponibili solo una parte di questi vi riesce. La Repubblica urla e si contorce e scalcia e morde ma quelli hanno la meglio. I primi a penetrarla dopo un po’ vengono e lasciano il posto ad altri già pronti a subentrare e a quel punto i primi ricaricano le batterie ingerendo etti di citrato di sildenafil (Viagra), tadalafil (Cialis) e vardenafil (Levitra) e si mettono ad attendere il turno successivo. Bocca, ano, vagina: non c’è problema. Per narici e orecchie la questione si fa complessa ma una possibilità non si nega a nessuno. Penetrata contemporaneamente e ripetutamente da una schiera di satiri in grisaglie la Repubblica soccombe. Prima di perdere i sensi sente la voce dell’omino nudo che incita la schiera satiresca ripetendo ad alta voce la parola bukkake. Presto quel comando diventa un grido di battaglia a cui tutti i presenti si uniscono: “Bukkake! Bukkake! Bukkake!”. Si dispongono rapidamente sulla circonferenza di un cerchio il cui centro è occupato dalla Repubblica in trance. Si lavorano individualmente di mano portandosi su frequenze fenomenali e raggiungendo il calor bianco in tempi record. Quarantasei fiotti di sperma ad alta pressione percorrono una traiettoria balisticamente perfetta e colpiscono simultaneamente la Repubblica coprendone interamente il corpo nudo, violato e devastato. Mentre i protagonisti dell’impresa contemplano il sarcofago di sperma che ricopre la Repubblica, intenzionato entro breve a solidificarsi con relativo effetto-Pompei, la voce dell’omino nudo invita qualcuno a versare altro prosecco.

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